
Consulta la collezione storica della Famiglia Monzino sul sito della Fondazione Antonio Carlo Monzino.
Gli strumenti musicali della Collezione Monzino iniziano ad essere raccolti da Antonio I nella seconda metà del Settecento.
Con il succedersi degli anni, mantenendo sempre viva l’attività legata alla fabbricazione e al commercio degli strumenti, la collezione assume dimensioni considerevoli e diventa di grande interesse in quanto offre uno spaccato completo della produzione di strumenti a pizzico e a corda, mostrando l'evoluzione legata al variare delle esigenze e dei gusti musicali nell’arco di due secoli e mezzo.
Numerosi sono gli strumenti la cui data di fabbricazione si colloca tra la fine del Seicento e l'inizio dell'Ottocento: tra questi bisogna ricordare alcune chitarre anonime della scuola italiana databili intorno alla fine del Seicento, un violino con etichetta Carlo Giuseppe Testore al segno dell' Aquila 1723 e un violino piccolo del figlio maggiore Carlo Antonio in Contrada Larga al segno dell'Aquila Milano 1750.
Tuttavia la parte di strumenti numericamente più consistente è quella prodotta a partire dal 1906, anno in cui la Casa Monzino fa un particolare sforzo produttivo in vista dell’Esposizione Universale di Milano. Sono questi gli anni in cui la Casa Monzino ebbe i migliori liutai alle proprie dipendenze, spesso addirittura formandoli al proprio interno e creando così un’autentica scuola: i fratelli Antoniazzi, Erminio Farina, Gennaro Marino, Severino Riva. Ad essi si affiancò una seconda generazione di brillanti liutai tra i quali Ambrogio Sironi, Piero Parravicini e Luigi Galimberti.
Parte della Collezione Monzino è stata donata alla città di Milano ed è ospitata in due sale ad essa dedicate nel Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco.